Via Vittorio Emanuele, Castelnuovo Garfagnana (Lucca)

lunedì 6 luglio 2009

Incredulita' e dolore fra gli amici di Alessandro



LUCCA - E' rientrata nel tardo pomeriggio la comitiva di escursionisti che era guidata da Alessandro Cortopassi, la giovane guida del Cai di Lucca uccisa sabato pomeriggio da un fulmine durante una gita sulle Alpi Liguri. Ad accogliere gli escursionisti c'erano i familiari, ma anche i componenti del Cai di Lucca, con il presidente Soggiu. Tante le lacrime e gli abbracci, insieme ai racconti di quei tragici momenti. Sono sette le persone che sono rimaste ferite. Due, i dottori Claudio Sabo' e Riccardo Grassi, sono stati trasportati dall'ospedale di Mondovi' al Campo di Marte, ma stanno bene. Gli altri cinque feriti in maniera lieve sono rientrati con il pullman. Nonostante la giovane eta' Alessandro era un escursionista esperto e dirigeva un corso di escursionismo avanzato. Volontario della Croce Verde, ingegnere in telecomunicazioni, era stato proprio lui, insieme alla fidanzata Silvia, ad organizzare la gita sulle Alpi Liguri. Sabato pomeriggio la comitiva, composta da 41 persone, e' stata colta da un temporale quando si trovava a Briga Alta, fra Cuneo e Imperia. Il fulmine ha spezzato la vita di Alessandro sul colpo, altri sette escursionisti lucchesi sono rimasti feriti. Pensare che quella gita doveva svolgersi la prossima settimana e che era stata anticipata proprio da Alessandro per motivi di lavoro. La casa dei genitori a Nozzano, dove era cresciuto e dove abitava fino a pochi mesi fa, prima di trasferirsi ad Arliano con la fidanzata, e' rimasta vuota per tutto il giorno. La famiglia e' andata a prendere il feretro di Alessandro a Cuneo per riportarlo a Lucca.

Fonte: Noi tv.

venerdì 3 luglio 2009

Ingresso turistico del Corchia


La Federazione Speleologica Toscana ha ricevuto lamentele in merito al ritrovamento dei cancelli e porte aperti dell'ingresso turistico dell'Antro del Corchia e dell'utilizzo da parte degli speleologi di tale ingresso. Ricordiamo a tutti che la Federazione Speleologica Toscana si attiene alla delibera del Consiglio Direttivo del Parco n.27 del 14 luglio 2001 che recita: riguardo al comportamento degli speleologi nel tratto attrezzato dell'Antro del Corchia, oltre quanto stabilito dal regolamento (vedere sito ufficiale dell'Antro del Corchia alla sezione informazioni generali), è a loro vietato: - l'ingresso dalla galleria artificiale, se non specificamente autorizzati nel caso di trasporto di materiali ingombranti o per particolari esigenzedi servizio. Sono sempre fatte salve le operazioni emergenza e soccorso - ingombrare il percorso con attrezzature e non concedere il passo e la precedenza ai visitatori, in modo da costringerli ad attese e deviazioni dicammino La Federazione Toscana, già in passato, ha inviato ad i gruppi lettere dove veniva ribadito il sudetto regolamento le norme di comportamento neltratto turistico.Come spesso accade, che se da un lato molte persone rispettano accordi, dall'altro ci sono quelli che si sentono chiamati fuori da ogni norma e regolapadroni del mondo ipogeo e spesso anche di quello epigeo. Pertanto ribadiamo quanto segue: i gruppi e gli speleologi che possiedono in modo del tutto ingiustificato copia delle chiavi dell'ingreso dell'Antro, fatto che spiega l'utilizzo del tunnel artificiale, sono esortati a non persistere nel loro nell'utilizzo ed a collaborare con la Federazione e la speleologia tutta a far rispettaregli accordi stabiliti. Abbiamo scoperto tanti ingressi del Corchia, tutti percorribili da noi esperti speleologi.Lasciamo la galleria artificiale alle persone che non possono provare l'emozione di entrare in un' anfratto misterioso e giungere in quei luoghi buie suggestivi che ci spingono ogni fine settimana ad incontrarci per illuminare insieme il ventre delle montagne.

Il comitato federale.

Nella foto: il ramo del Giglio, foto Marioti.

mercoledì 24 giugno 2009

L’ombra svelata


….A volte dopo uno scroscio di pioggia compare nel cielo un arcobaleno,
ma solo in certe giornate e per brevi istanti.
Si dice che dove finisce l’arcobaleno si apre una grotta
e si dice ancora che in questa grotta
vi sia conservato e si possa ammirare un grande tesoro….

18 Luglio 2009 Rifugio Rossi ( Alpi Apuane)
L’ombra svelata
La speleologia tra esplorazione, racconti, novelle, immagini a cura di Gianni Guidotti.

Incontro con una della attività di ricerca ed esplorazione più discrete e più riservate la Speleologia, la faccia nascosta delle Apuane e non solo attraverso i racconti e le immagini di speleologi.
Nella foto: il Naso, la Pania Secca e il rifugio Rossi dalla cresta della Pania della Croce.

venerdì 19 giugno 2009

Estate in Apuane





Martedi scorso abbiamo effettuato una passeggiata-battuta in Carcaraia, rischiando l'insolazione. Il sentiero della Tombaccia è invaso da piante cadute a seguito delle valanghe di quest'inverno, per il resto lo scenario è spettacolare.

lunedì 15 giugno 2009

Canale del Termine (Pania della Croce, versante sud)




Gallicano 11-06-09 Adolfo Da Prato e Pietro Taddei in esplorazione al Canale del Termine. Da Fornovolasco,prendere il sentiero C.A.I.n° 130 per Foce di Valli. Dopo circa un’ora e venti di discreta salita si giunge nei pressi di alcune capanne e, dopo qualche minuto,ci troviamo a quota 950 m al confine tra i faggi e la Costa pulita. Relazione: A quota 950m. iniziamo a scendere. Il benvenuto ce lo dà la carcassa di un muflone: stiamo entrando nel loro habitat ,ci rendiamo subito conto che quello che stiamo discendendo non è un canale, bensì una Forra, in quanto entriamo subito in una gola caratterizzata da ripidi salti, prodotti dall’erosione delle acque e dalla resistenza di parti della roccia. Proprio in questo punto notiamo, con nostro stupore, formazioni di marmitte, anche di notevole grandezza. L’ambiente è molto selvaggio per cui ci muoviamo con cautela fra piante sradicate e detriti. Le calate con corda sono molto frequenti e ogni volta dobbiamo inventarci un ancoraggio di fortuna, per cui, oltre che ad assicurarci a clessidre o massi molto grossi, optiamo anche per tronchi d’albero, travolti dalle forti piene che troviamo sul nostro percorso. Nonostante la quasi totale mancanza di acqua, le pareti sono molto umide e scivolose a causa della formazione di muschi. L’ambiente è stupendamente selvaggio ‘’aspro’’, quasi impenetrabile per cui a volte non riusciamo a vedere il cielo. Per pochi attimi perdiamo la nozione del tempo e dello spazio, affascinati dalla visione di numerose grotte, rifugio di animali selvatici,ai quali dobbiamo porre la nostra attenzione poichè essi,impauriti dalla nostra presenza, fuggendo possono scaricare detriti su di noi. Per me questa è stata un’ escursione interessante ed un’ esperienza irripetibile. Penso che noi ,molto probabilmente, siamo stati i primi ad avere sceso nella sua completezza il Canale del Termine. Descrizione avvicinamento: Da Fornovolasco, prendere il sentiero C.A.I. n°130 per Foce di Valli,dopo circa un’ora e venti di discreta salita,si giunge nei pressi di alcune capanne,rifugio per cavalli allo stato brado e, dopo qualche minuto, siamo a quota 950 m. al confine tra faggi e la Costa pulita. Informazioni: Da quota 950 m. si scende a 550 m. fino ad arrivare sul sentiero n° 6 nei pressi della Tana che Urla. Tempo impiegato 4h e 30minuti , con circa 40 calate con corda. Materiali: imbraco basso,casco,2moschettoni,discensore a otto,autobloccante,fettuccia,cordini vari (4/5) Una corda da 30 m. e una da 50/60. A causa della totale mancanza di soste o ancoraggi attrezzati,munirsi di un kit adatto allo scopo.(abbiamo lasciato solo una cordina in una clessidra.) Consigli: Accertarsi delle condizioni meteo. In caso di pioggia improvvisa e abbondante,il canale ,in breve tempo , potrebbe arrivare a convogliare una notevole portata di acqua. Le vie di fuga sono inesistenti. Data la lunghezza del percorso ed il tempo impiegato consigliamo di portare con sè acqua e viveri.